Oleolito all’Iperico-un’erba spontanea dalle straordinarie proprietà rigeneratrici

E’ un incanto contemplare in queste lunghe giornate il tramonto, quando il sole  sembra indugiare un po’, prima di riprendere il suo cammino discendente verso l’orizzonte e il cielo, nonostante l’ora, si mantiene terso, nitido e cristallino come nei momenti più luminosi della giornata. L’atmosfera è curiosa e allontana la voglia di rientrare a casa. Sono serate da gustare e da vivere fino in fondo per celebrare, in sinergia con la natura, il massimo trionfo della luce sulle tenebre. Il 21 giugno  inizierà l’estate astronomica, che, purtroppo, coinciderà anche con il progressivo accorciarsi delle giornate. Allora, non c’è tempo da perdere! Questo è il momento dove le erbe spontanee si caricano di energia, raggiungono il massimo potenziale balsamico e, secondo le tradizioni , acquistano doti miracolose. Queste virtù magiche e terapeutiche spiegano l’abbondare di leggende sul periodo. La notte di San Giovanni , tra il 23 e il 24 giugno, viene  celebrata da sempre con riti ed usanze popolari . In questa notte è bene posare sulla soglia di casa un mucchietto di sale  per proteggersi contro l’intrusione delle streghe, dormire con un rametto di Erba di S. Giovanni sotto il cuscino per ottenere la protezione del Santo,  raccogliere erbe aromatiche da bruciare nei falò solstiziali come buon auspicio e cogliere  della verbena che porta prosperità e dell’artemisia che protegge dal malocchio. Le leggende narrano   che,  a mezzanotte , una pianta di felce fiorirà e che chi riuscirà a raccogliere questo fiore  sarà in grado predire   il futuro. Una consuetudine è quella di raccogliere noci  acerbe per metterle sotto spirito e farne il famoso liquore nocino, oppure, preparare un oleolito con l’erba simbolo del solstizio: l’iperico o Hypericum Perforatum. “Perforatum”, deriva dal latino e significa “perforato”, poiché  le foglie viste controluce rivelano dei punti traslucidi, dando l’impressione che la foglia sia bucherellata. Le infiorescenze della pianta hanno 5 petali ricurvi e una gran quantità di stami vistosi. Questa piccola piantina gialla e radiosa é detta anche Erba di San Giovanni”, ed è simbolo della luce che vince sull’oscurità. Strofinando i suoi petali tra le dita, se l’erba è matura, si ottiene un succo rossastro detto per il suo colore “Sangue di San Giovanni”. L’iperico  è stato considerato nei secoli passati una sorta di bacchetta magica contro ogni male, oggi, invece,  è utilizzato come sedativo, antisettico e il suo oleolito è ideale per lenire lividi, contusioni, ustioni, distorsioni e dolori muscolari. Grazie al principio attivo dell’ipericina, che ha proprietà cicatrizzanti e antinfiammatorie, l’oleolito di Iperico è indicato anche come antiossidante e rappresenta un valido alleato per la pelle del viso mantenendola giovane e tonica. L’oleolito, si ottiene lasciando macerare le sommità  fiorite  della pianta in olio vegetale, in genere olio di semi di girasole o extravergine di oliva. Grazie a questo metodo di preparazione, tutte le sostanze solubili  presenti all’interno dei fiori si trasferiscono nell’olio  utilizzato. Il prodotto si trova facilmente nelle erboristerie e nelle farmacie ma,  possiamo anche raccoglierlo  allo stato naturale e autoprodurlo  in casa.   Servono pochi  ingredienti e il  procedimento è molto semplice ma richiede un po’ di tempo  per la macerazione. Ci sono diverse modalità per la realizzazione dell’oleolito  che variano in base quantità degli ingredienti, al tipo di olio da utilizzare o sulle modalità di macerazione. Io lo faccio sempre allo stesso modo, così come me l’ha insegnato la nonna.

Ecco la mia  ricetta.

Oleolito all’iperico

 

Ingredienti e attrezzi – quantità a scelta

  • Olio extravergine d’oliva o olio di girasole spremuto a freddo

  • Sommità fiorite di iperico (costituite da fiori, parte del fusto, piccole foglie e boccioli)

  • 1 cucchiaio di sale grosso integrale

  • 1 pezzetto di spago

  • 1 barattolo di vetro a chiusura ermetica

  • 2 garze di cotone delle dimensioni di circa 10×10 cm

  • 1 elastico

Procedimento

  • Prendere un barattolo di vetro e riempire il vaso a circa 3/4  con l’iperico.

  • Versare l’olio nel barattolo fino a ricoprire completamente le parti vegetali

  • Preparare a parte un sacchettino racchiudendo con uno spago il sale all’interno di una garza.

  • Inserire il sacchetto nel composto comprimendo le parti vegetali e avendo cura che l’olio le ricopra interamente

  • Esporre il contenitore in zona soleggiata  avendo l’accortezza di tenerlo chiuso con una garza fissata con un elastico durante il giorno per consetirne l’evaborazione dell’acqua contenuta nei fiori. Durante la notte sarà bene chiudere il vaso con il coperchio ermetico oppure ritirarlo in casa per proteggerlo dall’umidità.

  • Ripetere l’operazione per circa 15 giorni mescolando di tanto in tanto il composto. Dopo qualche tempo noterete che l’olio comincerà a diventare rosso, questo dipende dalla degradazione dell’ipericina, che rilascerà  i principi conferendo all’olio la tipica colorazione rossa. Dopo questo periodo di tempo , l’acqua contenuta nei fiori dovrebbe essere evaporata. Chiudete definitivamente con il coperchio il barattolo e lasciatelo macerare sempre in zona soleggiata per circa altri 25 giorni. Nelle ore più calde sarebbe bene spostare il vaso in una zona semi ombreggiata per evitare l’eccessivo riscaldamento dell’olio.

  • Alla fine della macerazione l’olio dovrà essere filtrato. Passatelo attraverso una garza di cotone comprimendo con cura i fiori. Imbottigliate poi il liquido ottenuto  in contenitori con vetro oscurato e  chiusi ermeticamente.  L’olio, se ben conservato in luogo buio e fresco può conservarsi per almeno  1 anno.

  • L’oleolito di iperico viene impiegato per pelli secche e mature, arrossate, irritate e infiammate. Quest’olio è particolarmente utile in caso di scottature (anche solari), piccole ustioni, piccole piaghe e ferite di lieve entità.

  • Raccogliete i fiori in una zona lontana da agenti inquinanti, per evitare il rischio di contaminazione con pesticidi.

  • Attenzione ad non applicare l’olio prima dell’esposizione a luce solare o artificiale ai fine di evitare irritazioni, macchie,  arrossamenti o reazioni allergiche della pelle

  • Il tempo balsamico della pianta  è molto importante e  si ritiene che l’iperico  racchiuda le sue massime proprietà intorno al solstizio d’estate tra il 21 e il 25 giugno. .

  • La parte della pianta raccolta dovrebbe essere ben lavata e asciugata. Io la raccolgo in zone non inquinate e pertanto preferisco utilizzarla senza risciacquo prestando solo attenzione che non ci siano sulle fluorescenze residui di terra o insetti.

  • E’ anche possibile utilizzare l’oleolito  all’interno di preparati cosmetici più complessi, per esempio trasformandolo in unguento, miscelandolo con cera d’api e olii essenziali oppure come ingrediente nella composizione delle creme.

  • Non esagerate con la raccolta. Lasciate sempre una parte della pianta per la riproduzione. Non ne servono quantità industriali. Il corretto periodo di conservazione dell’olio è di un anno. Evitiamo gli sprechi a danno dell’ambiente.

2018-08-23T20:13:33+00:00