I campi di giugno-raccolta di erbe spontanee

Siamo alle porte dell’estate, ma ancora, il leggero e umido tepore dell’aria e le intense nottate piovose mantengono drenato il terreno,  rendendo questa primavera longeva e più che mai rigogliosa.

Nel mese di giugno la natura ci offre i doni più preziosi attraverso i suoi frutti dall’intense note aromatiche che rappresentano una vera gioia per il palato. L’occhio attento può trovare abbondanti leccornie da portare sulla tavola o semplicemente da assaggiare sul posto in compagnia di qualche insetto.

E’ un diletto assaporare l’aroma acidula delle more di rovo e contrapporla al  nettare dolciastro dei frutti del gelso, mordere la tenera polpa di una visciola o assaggiare la parte calda, morbida e succosa di prugna selvatica  irradiata dal sole.

E poi c’è il sottobosco, con le sue fragoline dal sapore fresco, inconfondibile e indimenticabile.

E’ il tripudio dei sapori, mentre la fioritura dei tigli e dei gelsomini libera nell’aria una intensa fragranza dall’ essenza quasi ipnotica.

Tra le erbe spontanee, quasi tutte in fiore, predomina l’iperico che, con le sue inflorescenze, si prepara a celebrare il solstizio trasformandosi, attraverso il giallo intenso dei suoi petali e dei suoi lunghi stami, in una brillante cascata d’oro.

E’ bello lasciarsi trasportare e avvolgere da questo incanto percependo tutte le emozioni e guardando il cielo attraverso un enorme soffione di una Barba di Becco.

Vi lascio l’elenco di qualche pianta e frutto selvatico della stagione correlato da una breve descrizione.  Rimando ai post futuri schede più dettagliate sulle singole malerbe.  Valgono le solite raccomandazioni che non mi stancherò mai di ripetere; ricordate di non consumare mai vegetali di cui non siate più che sicuri nel riconoscimento e di non limitarvi a riconoscere un frutto o un erba da una semplice fotografia. Vi lascio il mio solito link dove potrete trovare qualche personale consiglio su come iniziare la pratica del forengin http://www.gliaromettidivania.blog/2017/12/18/erbe-selvatiche/ Per chi fosse interessato anche ai post precedenti sulle erbe di campo  potrete trovare tutto ai seguenti link : http://www.gliaromettidivania.blog/2018/04/30/i-campi-di-maggio-raccolta-di-erbe-spontanee-prima-parte/ oppure  http://www.gliaromettidivania.blog/2018/06/03/i-campi-di-maggio-raccolta-di-erbe-spontanee-seconda-parte/

Iniziamo.

MORUS NIGRA E MORUS ALBA  (MORE DI GELSO NERE O BIANCHE O MORONI)

Pianta molto comune un tempo e oggi pressoché dimenticata. Pochi la conoscono e ancora meno ne raccolgono i preziosi frutti. Un grande spreco, visto che questo frutto è  delizioso e  si sviluppa senza aver bisogno di nessun trattamento. Ogni parte dell’albero, inoltre,  può essere utilizzata a scopo fitoterapico contenendo numerosi principi attivi. Le sue radici sono molto robuste e in passato, saggiamente, questi alberi  venivano piantumati anche per contrastare i fenomeni franosi. Vi sono più di 15 varietà di gelso, ma la coltivazione di questo vegetale si concentra soprattutto su due tipi: il nero e il bianco. Il gelso bianco veniva impiegato per la coltivazione del baco da seta, mentre il gelso nero veniva coltivato esclusivamente per i suoi frutti. Gli impieghi in cucina sono molteplici. Questi frutti sono buonissimi consumati da soli,  abbinati a macedonie  o   cotti per confetture. Se volete sperimentare provateli nei dolci o perché no, con un bel risotto.

PRUNUS AVIUM (CILIEGIO DEGLI UCCELLI O CILIEGIO SELVATICO)

Un albero caro agli uccelli per i suoi frutti. Se si coltiva nel proprio giardino bisognerà rassegnarsi a dividere il raccolto con qualche merlo. La sua fioritura precoce sostiene e nutre le api e una volta che i suoi frutti cadono a terra se ne cibano tutti i piccoli roditori del bosco,  perché nessuno può resistere alla dolcezza di una ciliegia. Il ciliegio selvatico è il progenitore di tutte le moderne varietà di ciliegie.

MENTHA SUAVEOLENS EHRH (MENTA A FOGLIE ROTONDE)

Cresce nei prati umidi e incolti ed è diffusa in quasi  tutte le regioni d’Italia. E’ una pianta erbacea perenne con rizoma legnoso, le foglie sono rugose  e presentano  peluria sulla superficie. La menta  in cucina si presta ai più svariati usi. Le  foglie  profumatissime possono essere usate per preparare acque aromatizzate, infusi o liquori   e per aromatizzare i cibi.

VIOLA TRICOLOR  (VIOLA DEL PENSIERO)

Un piccolo fiorellino dai petali vellutati e ricco di colori. Le foglie e i boccioli dei fiori possono essere consumati sia crudi che cotti . I fiori freschi possono essere aggiunti alle insalate o utilizzate per guarnire piatti di ogni genere.

RUBUS ULMIFOLIUS (MORE DI ROVO)

Le more sono i frutti di bosco più diffusi, conosciuti e apprezzati. Si  prestano a scopi alimentari come guarnizioni per dolci, yogurt e  gelati, oppure nella confezione di confetture, gelatine e sciroppi. I giovani germogli primaverili, possono essere consumati in insalate o se lasciati macerare in una brocca di acqua fredda tutta la notte , rendono l’acqua aromatica e   depurativa.

PRUNUS CERASIFERA (MIRABOLANO O PRUGNA SELVATICA)

Il mirabolano è solitamente  una pianta poco apprezzata e coltivata, in genere  utilizzata  come portainnesto per le varietà di susine europee e  per l’albicocco. E’, invece,  un albero prezioso e  di grande adattabilità che resiste, meglio di altre  specie, alla siccità. I fiori compaiono all’inizio della primavera, sono piccoli con petali di colore bianco o rosato, il frutto è simile ad una susina ma più piccolo, di colore rosso o giallo, dal sapore acidulo, più dolce a piena maturità.

FRAGARIA VESCA (FRAGOLINA DI BOSCO)

Appartiene  ai  frutti di bosco più conosciuti e ricercati. Il frutto ha un sapore unico, intenso e profumato, cresce selvatico al limite dei boschi sotto gli alberi che lo proteggono con la loro ombra e lo nascondono. Come tutti i frutti di bosco si presta a numerosi impieghi in cucina. Va benissimo in macedonia,  come confettura, nei gelati, liquori, sorbetti e  succhi. Attenzione,  però, a non confonderla con la “fragolina matta”. Nella fragolina commestibile il frutto è bianco e rivolto verso il basso, mentre in quella matta il fiore è giallo e il frutto è rivolto verso l’alto. Non sono difficili da distinguere, ma nell’incertezza provate a dare un piccolo morso al frutto. Se il sapore è molto buono è la fragolina commestibile, se invece non ha nessun gusto si tratta di una fragolina matta.  In tal caso evitate, per precauzione , di ingerirla.

ALOYSIA CITRIDORA (ERBA LUISA O VERBENA ODOROSA)

Questa erba è conosciuta anche con il nome di erba cedrina o limoncina. Il nome Luisa le fu assegnato quando  Maria Luisa, Principessa di Parma,  la prima ad  importare il vegetale dal Sud America ,  divenne regina di Spagna. Le sue foglie emanano  un gradevole  odore di limone che si intensifica quando le stesse vengono strofinate o schiacciate. La pianta è ricca  di numerose proprietà. Le sue foglie vengono in genere utilizzate nelle miscele per fare profumi per olii essenziali  e per usi culinari. Si possono utilizzare per fare aceti alle erbe, tisane e per aggiungere un tocco rinfrescante alla limonata fatta in casa. Sono ottime ,inoltre, per le  verdure marinate, nei  condimenti per insalate, nelle   marmellate, nelle macedonie e nelle bevande aromatizzate. La pianta tiene lontane le zanzare e le sue foglie essiccate possono essere aggiunte a pot-pourri.

TILIA PLATYPHYLLOS SCOP. (TIGLIO COMUNE)

Il tiglio è una pianta molto apprezzata per il profumo intenso dei suoi fiori. Fiori, foglie e germogli sono commestibili. In cucina le giovani foglie e i germogli  si possono consumare crudi in insalata. Le foglie bollite hanno proprietà addensanti una volta cotte e vanno benissimo per zuppe e minestre. I fiori possono essere essiccati ed utilizzati per tisane dagli effetti rilassanti.

CENTAUREA CYANUS (FIORDALISO)

Si trova in particolare  nei campi di grano dove non sono stati usati diserbanti chimici. Il blu intenso dei suoi colori lo rende inconfondibile. Talvolta  i fiori possono essere anche rosati o bianchi. In cucina questi fiori rappresentano un bellissimo ornamento, mentre le foglie , data la consistenza abbastanza coriacea, vanno cotte e tagliate i piccoli pezzi. L’infuso con fiori e foglie ha proprietà decongestionanti,  astringenti e antiinfiammatori ed è particolarmente indicato per infezioni alla gola e agli occhi.

2018-09-01T21:04:36+00:00