I campi di luglio-raccolta di erbe spontanee

Luglio ha portato con sé un caldo abbraccio soffocante che, con la complicità delle alte temperature, sta accompagnando a completa maturazione i frutti della terra.

In queste giornate è bello ascoltare i  maschi delle cicale che,  con i propri timballi, orchestrano proverbiali e melodici canti di richiamo ravvivando,  attraverso  i loro striduli, l’ atmosfera di queste roventi giornate estive, mentre le damigelle insieme alle libellule decorano e vivacizzano i corsi d’acqua con i loro voli acrobatici.

E’  tempo di mietitura e i covoni di cereali fanno da sfondo a campi ricoperti di piccole stoppie.

Dai campi incolti, si elevano corimbi dai fiori bianchi appartenenti a diverse famiglie di ombrellifere tra le quali prevalica  la carota selvatica  con il suo curioso  fiore centrale di color porporino.

E’ anche  tempo di bagni refrigeranti al fiume in compagnia di qualche tafano minaccioso che mi scruta immancabilmente  dall’ombrellone mentre, su una lunga distesa di spiaggia di ciottoli, spiccano qua e là  ammiccanti ed eleganti  fiori di saponaria utilissimi per preparare  un ottimo detergente.

Il cielo spesso, in questo periodo, si fa  minaccioso  riflettendo  nell’acqua  del fiume  i suoi spettacolari  cumulonembi che, carichi di lampi e pioggia,  aggiungono incanto,  avvolgendo  questi luoghi   di  un particolare fascino.

Eccoci ormai al consueto appuntamento sulle erbe spontanee del periodo e  nella  mia zona. Come sempre vi raccomando di praticare foraging lontano da fonti inquinanti e di raccogliere solo erbe conosciute o di farvi indicare da esperti le malerbe  commestibili. Pur essendo molto diffuse in questo mese le ombrellifere, volutamente non ne parlerò in quanto ritengo che non sia semplice distinguere  le varie specie e, al contrario, sia facile imbattersi in una malerba molto velenosa  appartenete alla stessa  famiglia come la Cicuta. Rimangono però molti altri vegetali spontanei di  semplice riconoscimento e di facile reperibilità ed è su alcuni  di questi  che mi soffermerò con una breve descrizione, rimandando poi  gli approfondimenti delle singole piante e delle relative ricette a post futuri.  Vi lascio i link dei post delle puntate precedenti   http://www.gliaromettidivania.blog/2018/06/30/i-campi-di-giugno-raccolta-di-erbe-spontanee/ http://www.gliaromettidivania.blog/2018/04/30/i-campi-di-maggio-raccolta-di-erbe-spontanee-prima-parte/      http://www.gliaromettidivania.blog/2018/06/03/i-campi-di-maggio-raccolta-di-erbe-spontanee-seconda-parte/ e questo link con alcuni personali  consigli  su come iniziare  l’attività di foraging http://www.gliaromettidivania.blog/2017/12/18/erbe-selvatiche/.   Incominciamo.

MALVA NEGLECTA (MALVA DOMESTICA)

E’ la più piccola tra tutte le varietà malvacee. Il suo nome deriva dal latino e  significa trascurata e dimenticata, ma in realtà, questa varietà non ha nulla da invidiare alle altre ed è la migliore per quanto riguarda le  proprietà antiinfiammatorie. I fiori sono commestibili  e insieme alle foglie possono essere utilizzati  in cucina per numerose ricette come risotti, ripieni, contorni o a crudo nelle misticanze. Nelle zuppe funge di addensante naturale grazie alla mucillagine presente nel vegetale.

AMARANTHUS RETROFLEXUS (AMARANTO COMUNE)

La pianta è di origine sudamericana.  I fiori , le  foglie e le radici di questo vegetale  sono da sempre impiegate nell’alimentazione. E’ considerata un infestante e nell’orto  entra in competizione  con le piante  coltivate sottraendo a loro nutrimento. Nell’antichità veniva utilizzata come erba  officinale per via dell’alto contenuto della vitamina C e A e  di sali minerali. E’ comunque in cucina che questo vegetale trova il massimo impiego.  Le sue foglie hanno un sapore molto delicato e   simile a quello degli spinaci. Le parti migliori della pianta sono quelle giovani che si trovano sulla rosetta. Anche il fusto è edibile prima della comparsa dei fiori. Dai semi si ricava la farina di amaranto. E’ bene consumare  il vegetale  previa cottura in quanto la pianta è  ricca di ossalati o di nitrati se coltivata in campi ricchi di azoto.

PORTULACA OLERACEA (ERBA PORCELLANA O ERBA GRASSA)

Da molti considerata un’erba infestante, in realtà è una pianta officinale contenente  preziosi principi nutritivi come gli omega 3. La pianta è  ricca di ossalati e quindi non adatta a chi soffre di  calcoli renali . In cucina ne vengono utilizzate le foglie  e i rami più teneri per la preparazione di gustose insalate . Questo vegetale  è caratterizzato da un sapore amarognolo e pungente ed è indicato anche per la preparazione di zuppe. La presenza di mucillagine conferisce all’erba proprietà addensanti e rende il brodo più corposo e denso. I rametti e le foglie possono essere conservati in salamoia o sottoaceto.

CICHORIUM INTYBUS (CICORIA SELVATICA COMUNE)

E’ una delle malerbe più raccolte e conosciute. Si distingue facilmente  dal tarassaco per il suo caratteristico fiore dal colore blu indaco . Le sue foglie hanno un sapore  molto amaro e tutta la pianta è commestibile.   Con le sue radici si produce un surrogato del caffè che rappresenta una salutare  bevanda. In cucina si presta a numerosi utilizzi. Le foglie scottate rappresentano un ottimo ripieno. E’ buona  nei risotti e da  cruda nelle insalate. Questa verdura presenta   importanti micronutrienti come la vitamina A , E e vitamine del gruppo B ed è richissima di potassio. Fa parte delle erbe amiche del fegato per le sue proprietà disintossicanti.

ACHILLEA MILLEFOLIUM (ACHILLEA MILLEFOGLIE)

Il suo nome deriva probabilmente da Achille, l‘eroe greco che aveva imparato a sfruttare i  suoi poteri cicatrizzanti. La seconda parte del suo nome, “millefoglie“ dal latino “millefolium“, si riferisce all‘aspetto delle sue foglie, tanto frastagliate da sembrare mille.  In cucina il suo aroma piuttosto deciso e tendente all’amarognolo non consente l’uso di questa pianta in grande quantità, ma risulta comunque gradevole al palato ed è in grado di attivare gli enzimi implicati nei processi digestivi.  La cime fiorite sono molto gradevoli in tisana e aiutano la  digestione.  Va benissimo in dosi modiche nelle zuppe o nei ripieni o a crudo nelle misticanze

MENTHA AQUATICA L. (MENTASTRO D’ACQUA O MENTA ACQUAIOLA)

Fra tutte le specie di menta è quella più antica,  in quanto già conosciuta dai Romani. Cresce allo stato spontaneo in zone umide. La menta acquaiola ha fusti eretti di colore verde rossastro ed è caratterizzata da un’inflorescenza  a capolino con piccoli fiori che sbocciano da giugno a settembre. Già i monaci di San Gallo avevano individuato in questa pianta inconfutabili  proprietà. Questa menta è un ottimo antisettico, digestivo , rilassante e disintossicante.  Utilizzata come cataplasma cura le infiammazioni della pelle e cicatrizza le ferite.  E’ ottima nelle tisane, come the e come spezia. Il suo aroma fresco fa si che si accosti bene alle verdure e alle preparazioni a base di frutta. Buonissimo è il pesto di menta acquatica da abbinare magari ad delle melanzane.

CALENDULA ARVENSIS (CALENDULA DEI CAMPI)

Si differenzia dalla calendula officinalis per i suoi fiori più piccoli. Questa pianta spontanea è molto usata in cucina e può essere utilizzata in ogni sua parte escluse le radici. Si può servire cotta o le  foglie giovani e ancora tenere possono essere utilizzate anche crude per arricchire un’insalata. I suoi fiori possono essere utilizzati allo stato di bocciolo e i singoli petali possono essere aggiunti alle varie pietanze anche a scopo decorativo. Questi petali rappresentano un sostituto dello zafferano colorando le pietanze di giallo. Il vegetale vanta proprietà antiinfiammatorie e ad uso esterno rappresenta un ottimo cicatrizzante

CREPIS CAPILLARIS (RADICHELLA CAPILLARE) 

Cresce in terreni incolti. Il nome generico deriva dal greco “Krepis”  che significa calzare, termine dovuto   probabilmente  all’aspetto delle foglie basali che appaiono appressate al terreno, mentre il nome specifico allude ai rami dell’infiorescenza che risultano essere particolarmente sottili.  Esistono numerose varietà di “crepis” difficili da distinguere tra di loro o comunque dal  gruppo delle erbe amare come il tarassaco o la cicoria.  Si utilizzano in cucina le rosette basali che possono essere consumate sia crude che cotte per contorni , insalate e ripieni.

FIORONE 

Si trovano molte piante di fico (ficus carica) nei campi. Queste si possono dividere in due varietà, quelle che producono solo fichi e quelle che producono anche fioroni. Quest’ultimi non sono  frutti, ma  infiorensce che hanno  origine dalla  simbiosi dell’albero da  fico con  una piccola vespa. Questi falsi frutti sono generati  da gemme autunnali , maturano all’inizio dell’estate e si caratterizzano per la loro dolcezza e carnosità.

FOENICULUM VULGARE MILL. (FINOCCHIO COMUNE )

Pianta erbacea dall’intenso profumo aromatico  che ricorda l’anice. Tra le sue molteplici proprietà terapeutiche si evidenziano quelle digestive e  diuretiche.  Le foglie più tenere e i germogli sono utilizzati in cucina cotti e a crudo  per la preparazione di molti  piatti caratteristici.

2018-08-23T20:12:55+00:00