Smoothie di Azzeruole rosse e Verbena odorosa- il piacere di un sapore antico

Abbandonati, sottovalutati e perfino sconosciuti;  trattasi  dei “Frutti dimenticati”, una memoria collettiva  di sapori e conoscenze che ha lasciato il posto a nuove abitudini alimentari e  stili di vita che mal si rapportano  alle  nostre  tradizioni. Snobbati dalla  tavola,  questi prodotti  erano un tempo considerati preziosi doni  in grado di garantire una gratuita  e sicura  riserva di micronutrienti. Crescono  spontanei nelle  campagne e nelle aree boschive più soleggiate e  rappresentano un patrimonio autoctono di biodiversità da valorizzare, ricostruire e implementare. Fortunatamente, alcuni di questi alberi e arbusti sono sopravvissuti all’azione devastante dell’agricoltura intensiva,  diventando il  simbolo del riscatto della terra.  Sono attorno a noi, ma pochi li conoscono perché nessuno insegna  ad apprezzarli. Mi riferisco,  per esempio,  al  corniolo, al  corbezzolo, al sorbo,  alle  giuggiole, al  prugnolo e a  molti altri frutti non comuni che meritano sicuramente un po’ di attenzione.

Proprio l’altro giorno, durante una delle mie passeggiate in campagna, mi si è presentato davanti un grazioso albero di  “Azzeruole ” con copiosi e ammiccanti frutti rossi. Non mi sono lasciata sfuggire l’occasione di assaggiarne subito qualcuno per dissetarmi dalla calura e  ne ho poi raccolto una discreta quantità per realizzare una nuova ricetta.

Molti di questi avevano già raggiunto la maturazione ed erano già a terra.

L’azzeruolo è una pianta rustica poco esigente perché si adatta a qualsiasi terreno. I fiori sbocciano verso maggio e i frutti in genere maturano nella prima decade di settembre. Questi pomi presentano una buccia che può essere rossa, arancio o gialla.

Ne esistono diverse specie e questa varietà differisce dalle altre per la  forma delle foglie che si presentano  meno lobate e dalla presenza di lunghe spine.

I suoi fiori sono commestibili, anche i frutti sono edibili e presentano la dimensione di una ciliegia. Il sapore ricorda quello delle mele, con polpa croccante dolce e  acidula e all’interno sono presenti dei grossi noccioli.

Questi frutti erano molto apprezzati nel  Rinascimento  in quanto frutti pregiati e  destinati alle tavole nobiliari o ad essere offerti come doni di prestigio. Fino al secolo scorso alimentavano, in diverse zone italiane, un discreto commercio e si trovavano  facilmente  lungo le strade di campagna. Appena colti non è possibile apprezzarne integralmente l’aroma. L’antica tradizione consigliava di riporli nella paglia e di  conservarli in un luogo asciutto per qualche giorno. Questo per avviare il processo di post maturazione attraverso il calore. In questo passaggio,  i tannini vengono trasformati in zuccheri e liberano nel frutto un intenso profumo e aroma.

Il frutto può essere consumato fresco o utilizzato per marmellate, gelatine e macedonie. Si può utilizzare anche in pasticceria e si conserva sotto spirito e grappa. Se mangiato  fresco, il frutto risulta  dissetante, rinfrescante e diuretico. I frutti sono ricchi di vitamina  A e C e di zuccheri e sono ottimi ricostituenti tonici per l’organismo. I fiori consumati in tisane , svolgono un’ efficace azione sedativa del sistema nervoso.

La ricetta di oggi è semplicissima e utilizza il frutto a fresco mantenendone così le principali virtù. Propongo uno smoothies  che  rappresenta  la versione più salutare dei comuni frullati.  Armatevi però di pazienza, perché la pulizia dei frutti richiederà un po’ di tempo. Ecco a voi il procedimento.

SMOOTHIE CON AZZERUOLE  ROSSE E VERBENA ODOROSA.

INGREDIENTI PER 2 SMOOTHIES

PROCEDIMENTO

    • Colgo i frutti e li lascio riposare per circa 1 giorno in un luogo caldo e asciutto.
    • Lavo i frutti e li pulisco esportando con attenzione i noccioli.
    • Sciacquo la verbena e sbuccio la pesca .
    • Inserisco le azzeruole pulite in un frullatore e unisco la verbena,  la pesca, il succo d’agave , l’acqua e il ghiaccio.
    • Frullo il tutto e servo subito.
    • E’ preferibile consumare la bevanda a colazione o lontano dai pasti principali.
    • E’ bene servire subito la bevanda per evitare fenomeni di ossidazione.
    • E’ possibile confondere questi frutti con bacche velenose come per esempio la morella, l’abro, il dafne e molte altre . Raccogliete solo frutti che conoscete bene e non accontentatevi  di semplici foto. Nel dubbio fatevi consigliare da professionisti del settore.
2018-09-06T17:02:37+00:00