Budino di corniole- il piacere della scoperta

Narra la leggenda che il diavolo volesse per sé l’albero, ma che non abbia saputo attendere la lentissima maturazione delle sue drupe ed, esausto dall’aspettare,  lo cedette all’uomo.

Il suo legno è così speciale che viene consigliato per la fabbricazione della bacchetta magica nella saga di Harry Potter. E’ il più duro in assoluto tra le essenze legnose europee e gli artigiani lo apprezzano per la sua particolare lucentezza che attribuisce ai manufatti un effetto quasi setoso.

Sto parlando del Corniolo o Cornus Mas, un piccolo alberello molto longevo che cresce solitamente in modo spontaneo ai margini del bosco e che rientra, a pieno titolo, nella categoria dei miei frutti preferiti: i “frutti minori”. E’ una pianta dimenticata, sacrificata dalle monoculture agricole che merita però di essere attentamente riscoperta.

Già nel mese di febbraio sulle ramificazioni sbocciano piccoli fiori gialli riuniti in ombrelle circondate da quattro grandi bratee in croce. E’ semplice individuarli con la vegetazione ancora a riposo. Questi fiori sono molto graditi alle api che producono con questo arbusto un miele molto pregiato.

Dopo la fioritura compaiono foglie picciolate, quasi glabre e acuminate in cima che in autunno ingialliscono. Questa specie può essere confusa per la forma delle foglie con la Saguinella che però presenta delle bacche non commestibili di colore nero.

Le infiorescenze impiegano circa sette mesi per maturare e solo nei mesi di settembre ed ottobre si possono assaggiare i suoi particolari frutti selvatici. Le Corniole sono delle drupe simili a ciliegie oblunghe, dapprima verdi e poi rosse scarlatte una volta raggiunta a maturità.

La loro polpa è carnosa e presentano all’interno un grande nocciolo.

Il sapore all’inizio è decisamente acidulo e allappante, ma quando il frutto è ben maturo diventa gradevole e rinfrescante. E’ ricchissimo di caroteni, pectine, acidi organici, minerali ,  vitamina C e antiossidanti. Si può assaggiare crudo o cotto e fare delle ottime e pregiate composte. Si possono fare inoltre liquori, salse, gelatine e sciroppi. Quest’anno, ahimè, sono arrivata tardi e ho trovato nel mio bosco solo una pianticella che presentava ancora qualche drupa. Quando sono maturi i frutti tendono a cadere facilmente dalla pianta anche al semplice tocco. Ne ho raccolto solo una piccola quantità dall’albero andandola ad integrare con i frutti sul terreno. Visto l’esigua quantità al posto della solita marmellata ho pensato ad una ricetta nuova e decisamente sperimentale. Un dolce delizioso, completamente vegetale e decisamente light. Vi illustro la ricetta.

BUDINO DI CORNIOLE

INGREDIENTI PER 3 BUDINI

  • -100 g.  di cornioli (frutti interi)

    -2 bicchieri  d’acqua circa

    -circa 200 ml. di latte di  mandorle

    -3 cucchiai di succo d’agave

    -7  g. di amido di mais

    – 2.5 g. di agar agar

PROCEDIMENTO

  • -Metto i frutti lavati  in una pentola e aggiungo l’acqua.

    -Faccio bollire il tutto a fiamma bassa e continuo la cottura per circa venti minuti o  comunque fino a quando i frutti si saranno decomposti. Se necessario aggiungo altra acqua calda per mantenere morbido il composto.

    -Una volta raggiunta la giusta consistenza della polpa, tolgo la salsa  dal fuoco e la ripongo in un colino estraendone il succo ed eliminando le nocciole .

    -Schiaccio con attenzione la polpa nel colino al fine di ottenere  la fuoriuscita completa della sostanza e  la lascio raffreddare.

    -Verso il succo in un  contenitore graduato e aggiungo il latte vegetale nella quantità necessaria per raggiungere un totale di  300 ml (l’ideale sarebbe 100 di succo e 200 di latte)

    -Nello stesso contenitore aggiungo l’amido di mais,  l’agar agar e il succo d’agave e mescolo con una frusta da cucina  gli ingredienti.

    -Ripongo il composto in una pentola e lo porto a bollore a fuoco basso. Dopo la bollitura, continuo la cottura ancora per circa 5 minuti. Durante la fase di cottura il composto andrà continuamente mescolato per evitare la formazione di grumi.

    -Tolgo il composto dal fuoco e lo ripongo in appositi stampini.

    -Lascio raffreddare il tutto a temperatura ambiente.

    -Metto gli stampini in frigorifero per almeno 12 ore.

    -Tolgo il budino dallo stampino con l’aiuto di un coltello e lo servo con una spolverata di zucchero a velo.

  • Il riconoscimento sicuro dei frutti selvatici o delle bacche non può avvenire solo per via fotografica. Al fine di non incorrere in frutti tossici o velenosi si consiglia di avvalersi della esclusiva  consulenza di esperti sul territorio.

  • -Non è semplice definire  esattamente i tempi di cottura e la quantità esatta degli ingredienti, ma è importante controllare con precisione che il succo  di cornioli + il latte raggiungano insieme   300 ml e che l’amido di mais e l’agar agar siano calcolati al grammo, altrimenti si rischierà di avere un budino eccessivamente duro o troppo molle.

    – E’ bene tener presente che la “colla di pesce” o “la gelatina” venduta  sotto forma di fogli sono prodotti ricavati dalla lavorazione di  ossa e cartilgini di origine animale. E’ preferibile, pertanto, utilizzare come addensanti le alternative di origine vegetale. In questa ricetta ho optato per un gelificante naturale  come l’agar-agar , ricavato da alghe rosse . La gelatina prodotta è ricca di minerali e non altera i sapori naturali. Si trova con facilità   nei negozi di alimentazione biologica.

2018-10-28T22:33:34+00:00